Ciclopi Catania Club 4x4                          

 

 

VIAGGIO IN TUNISIA DI CARLO E CINZIA VANNUCCI,

FABRIZIO BRISCHETTO,

CON GLI AMICI DELLO "SNAIL'S" DI FIUMEFREDDO 

E DI "QUINTA PIENA"

 

3 - 11 novembre 2003

 

Con un cielo moderatamente coperto di nuvole tra le quali faceva capolino un tiepido sole autunnale e con in corpo l’adrenalina dell’avventura, nel pomeriggio del 3 novembre 2003 iniziava il viaggio di 16 amici verso sud per trascorrere quella che era stata definita “la settimana gialla”. La meta era la Tunisia; ma non quella turistica e conosciuta ai più, bensì quella più aspra e remota, al di fuori dai normali itinerari. E così, Carlo (io) e Cinzia Vannucci, Fabrizio Brischetto, Giuseppe Scoglio, Antonio Mammino, Pietro e Sara Vagliasindi, Giovanni Sapienza, Sebastiano Bonanno, Sebastiano D’Urso, Carmelo Munzone, Angelo Crimi, Luigi Colletta (la nostra assistenza meccanica), Benny Seminara, Giovanni Musumeci e Gianni Vicari (la nostra guida “spirituale”), datici appuntamento sull’autostrada Catania-Palermo, iniziavamo la tappa di trasferimento verso Trapani dove, alle ore 22.00, ci attendeva la nave per l’attraversamento del Canale di Sicilia. Ad attenderci c’era anche una simpatica sorpresa: Il mitico Maurizio Vitaliano, amico di vecchia data mio e di Gianni, esploratore incallito della Tunisia, insieme al suo inseparabile Nissan Patrol dell’85, sceso più volte nel deserto e non sempre ritornato sulle sue ruote…….

Del viaggio sulla nave c’è poco da dire: per fortuna è stato fatto di notte per cui si è approfittato del dondolio del mare agitato per riposare nelle cabine.

All’arrivo a Tunisi nella prima mattinata del 4, scesi dalla nave, abbiamo affrontato la burocrazia della dogana tunisina, per fortuna questa volta non troppo logorante. Quindi subito in autostrada verso sud, transitando nelle periferie di varie cittadine come Hammamet, Kairouan, Zaafrana, gustando sempre più la varietà dei paesaggi: dal mare alle colline; dal verde al giallo delle zone predesertiche. Ed ancora Khelifa, dove il buon Maurizio ha voluto acquistare il pane a focaccia fatto dalle donne tunisine usando forni posti lungo la strada, per poi fermarci a gustarlo all’ora di pranzo. Quindi ancora rotta a sud sud/ovest verso Skhira, Gabes e Kebili, dove già si scorgono le zone paludose periferiche del grande Chott El Jerid, il lago salato e dove inizia a prevalere esclusivamente un paesaggio arido con orizzonti piatti, interrotti solo da qualche piccolo rilievo collinare.

Unico intoppo, una foratura di Giuseppe con la sua Land, subito risolta con la collaborazione di tutti.

Mancavano solo 30 Km, ma sembravano ancora un’eternità , dopo tutta la strada che avevamo percorso. Finalmente, accompagnati da un caldo e coloratissimo tramonto, raggiungiamo la nostra metà, l’ultimo centro abitato prima del grande deserto: la cittadina di Douz, porta del deserto e punto di riferimento per i viaggiatori che vogliono andare a vivere un’avventura piena.

Splendido l’albergo, dove ogni camera era praticamente un mini appartamento. Varia e gustosa anche la cena durante la quale, i diciassette amici, si sono scambiate le emozioni del lungo viaggio odierno. Poi un rapido giro tra i negozi di artigianato di Douz ed una visita a vecchie conoscenze di Gianni, le guide che sono spesso impegnate nell’accompagnamento di gruppi di turisti e fuoristradisti nel deserto: Hedi, Aziz, Abdelati. Poi subito a riposare in vista nella levataccia di domani.

L’emozione era tanta, ma questo non poteva distrarre l’attenzione dai mezzi e dall’equipaggiamento da portare al seguito. Tutto era importante ed andava controllato. E così, con un tiepido ma ben presente sole che faceva capolino tra poche nuvole all’orizzonte, 9 autisti ed i rispettivi passeggeri gironzolavano con ordine attorno ai propri mezzi controllandoli con accurata dovizia, fin quando veniva dato il via alla carovana. Ovviamente, in vista della prolungata permanenza nel deserto e considerata la lunghezza del percorso, veniva portato al seguito un adeguato numero di taniche piene di gasolio.

Via quindi verso sud est, lungo una strada asfaltata alla meglio e rugosa, stesa in modo prevalentemente rettilineo su un territorio aspro e giallo, ma pur sempre vivo. Fino ad uno specifico incrocio dove uno sterrato ben battuto ed in direzione sud è per noi il preludio al vero fuoristrada puro, verso spazi immensi ed irreali.

Pochi sono gli incroci, ma la provata esperienza dell’associazione “Quinta Piena”, organizzatrice della spedizione, capitanata da Gianni Vicari, fa sentire tutti ancora più sicuri nell’imboccare una o l’altra pista di volta in volta, piste che sembrano condurre verso il nulla.

A poco a poco la pista viene sempre più invasa da piccole dune di sabbia morbida, formate dal vento, vero padrone delle distese sabbiose, artista nel modellare forme geometriche incredibili. E gli autisti, provati fuoristradisti in terra natia, iniziano a prendere confidenza con un terreno ai più ancora sconosciuto. Finalmente la carovana giunge ad un famoso punto di ristoro anch’esso irreale per il luogo dove si trova; ed il nome rende l’idea: Caffè “la Porta del Deserto”. Molti diranno: “lo conosciamo bene, niente di particolare”. Ma andateci personalmente e sentirete dentro di voi quello che cerco di esprimere. Una breve sosta per un classico thè verde alla menta, qualche foto e subito in marcia lungo la pista che ci fa immergere sempre più nell’atmosfera sahariana.

Ben presto le dune diventano sempre più presenti sulla pista, fino ad inghiottirla, creando un unico paesaggio lunare con dossi e cunette, inframmezzati da vere conce di sabbia, trappole micidiali per chi dovesse restarci dentro. Di tanto in tanto si incontrano pianori di sabbia più dura con sassi e qualche arbusto, ma la sera incombe e la carovana arriva, proprio con lo sfondo di un  rosso tramonto, nei pressi di un pozzo chiamato “El Mida”, dove ci si organizza subito per il campo notturno e, naturalmente, per la cena. L’immancabile falò fa da richiamo al senso di comunione tra tutti che, imbandendo un’unica tavola e sforchettando con penne al pesto tipicamente italiane preparate da Gianni, si scambiano le impressioni e le esperienze appena provate. Entra anche in scena la guida, Moctar, che, seguendo un rituale vecchio di secoli, “sforna” una pagnotta di pane fatta da lui utilizzando come forno la stessa sabbia: buonissimo!!

Un’alba umida e fredda accoglie gli amici la mattina seguente. Appena il tempo di smontare le tende bagnate, preparare una buona colazione, caricare tutto in auto e via verso una nuova giornata ricca di spettacolari paesaggi, incontri improvvisi ed inaspettati con isolati pastori, passaggi fuoristradistici molto tecnici che mettono alla prova tutti, uomini e mezzi. Molte le salite lunghe e ripide che hanno fatto perdere molto tempo alla carovana, tanto che il secondo giorno di pieno deserto si conclude con un buon ritardo sulla tabella di marcia. Il tutto è anche aggravato dal fatto che nel Toyota di Luigi Colletta si rompe il giunto omocinetico di una ruota: la situazione era drammatica, soprattutto perché uscire da quelle dune alte con solo due ruote motrici sarebbe stato veramente impossibile. Per fortuna, le provate capacità meccaniche di Luigi (che ha smontato il pezzo rotto in mezzo alla sabbia) ed il fatto che il suo Toyota aveva il blocco del differenziale anteriore, hanno permesso al mezzo di continuare, anche se con un po’ di difficoltà, usando solo tre ruote motrici!!

Siamo al terzo giorno di deserto (7 novembre) e la stanchezza inizia a farsi sentire. Le dune si fanno sempre più alte e le difficoltà aumentano. Ma la consapevolezza di essere ormai vicini all’obbiettivo dà a tutti la spinta per andare avanti. La metà era un’oasi ancora poco conosciuta ai più, con un laghetto generato da una sorgente: Auin (sorgente, in arabo) Audette, detto “Auvinette”. Davvero spettacolare trovarselo improvvisamente davanti in lontananza dopo aver superato l’ennesima duna alta, con un misto di colori tra il verde delle piante ed il blu dell’acqua, il tutto contornato  dal giallo della sabbia e dall'azzurro del cielo. E la discesa verso il lago diventa per tutti una fase liberatoria per tutta la stanchezza accumulata. Arrivati sulle sue rive, ci si accorge che la sorgente è un buco di circa 30 cm di diametro direttamente sul terreno, con uscita costante di acqua dall’odore sulfureo e calda. Un invito per tutti a tuffarsi e rinfrescarsi per togliersi la polvere di dosso. Addirittura Pietro ci viene buttato dentro di forza con tutti i vestiti. La sorgente era nata come perforazione petrolifera. Quando i tecnici hanno trovato l’acqua anziché il previsto petrolio, l’hanno abbandonata. L’acqua che ne esce da decenni ha risvegliato quella natura sopita nel deserto, creando un piccolo paradiso metà di pastori ed animali.

Un rilassante pranzo con tonno e fagioli e di nuovo via, stavolta verso nord, risalendo per una pista non segnata e conosciuta da Moctar e dal GPS di Gianni, perfettamente a suo agio in quell’ambiente. Si superano catene di dune veramente alte, sulle quali è possibile salire di petto  solo in direzione sud-nord. In questo senso, infatti, le dune sono in crescente salita, ma fattibili. Ed è uno spettacolo quando, arrivati in cresta, si staglia davanti il pianoro sottostante distante anche 150 metri. Ed è emozionante ovviamente lo scenderle lungo una pendenza veramente notevole, che non lascia spazio ad errori di guida. Le auto già scese, viste dalla cresta, sembrano formichine. Vorremmo arrivare a Timbaine per fare il campo, ma l’incontro con alcuni motociclisti in difficoltà ed il nostro tempestivo aiuto per rimettere in moto un loro mezzo fa perdere molto tempo e ci costringe ad effettuare il campo in un pianoro tra le dune alte. La luna è splendente e piena nel cielo e l’ormai conosciuto ed irreale silenzio assoluto del deserto interrompe ogni pausa delle chiacchierate che facciamo intorno all’ennesimo falò, dove ci lasciamo andare anche a sinceri giudizi tra di noi. La pasta preparata da Gianni ed il pane di Moctar fanno da collante.

Siamo al quarto giorno di pieno deserto ed il sapere che l’avventura sta finendo ci scoccia un po’. Ma non è ancora finita ed altre difficoltà fuoristradistiche ci rianimano, sia per la guida che per gli insabbiamenti (per fortuna non frequenti) che ti portano a pancia a terra sotto l’auto per togliere la sabbia anche con le mani. La sabbia: incredibile anch’essa come tutto. Ti scorre tra le dita come acqua, finissima e penetrante dappertutto, ma che non ti sporca.

Raggiungiamo il pozzo d’acqua di Timbaine, con le famose ed omonime montagne che svettano nel piatto deserto. Siamo ormai in zona relativamente “turistica”, metà di numerosi gruppi organizzati.  Decidiamo che è giunta l’ora di rigonfiare le nostre gomme utilizzando dei compressori portatili per ripristinare la pressione al punto giusto in vista di terreni più rocciosi. Rapido pranzo con scatolette e relativa foto di gruppo davanti la “porta del deserto”, un fortino presidiato che segna il passaggio verso il deserto. Ma noi torniamo alla civiltà, che raggiungiamo dopo una lunga cavalcata seguendo una pista pietrosa e polverosa che fa baciare terra a tutti quando raggiungiamo l’asfalto grezzo di un villaggio nella periferia di Douz. Come già successo nei primi giorni, anche lì veniamo letteralmente assaltati da gruppi di bambini desiderosi di avere qualcosa da noi, sia esso un capo d’abbigliamento od una semplice penna. Ed è proprio una fuga quella che dobbiamo fare per poterci sganciare dopo aver lasciato i nostri doni. Arriviamo nel nostro splendido hotel, “El Muradi”, nel tardo pomeriggio dell’8 novembre e ci godiamo uno splendido bagno caldo ed una gustosa cena.

L’avventura non è finita. Il 9 mattina, di buon’ora, ci si riunisce dopo un’abbondante colazione e, sistemate e controllate le nostre 4x4, ci si mette in marcia verso il paesino di El faouar, nella parte meridionale del grande “Chott El Jerid”, il lago salato. Da lì, seguendo una vecchia traccia poco frequentata, siamo giunti nella zona delle depressioni del lago, per fortuna asciutte, vere trappole di fango con il terreno bagnato. Percorso obbligato per raggiungere un’altra oasi poco conosciuta chiamata “Bir Jaunes” che, comunque, non offre la stessa spettacolarità di Auvinette. Sosta in una piantagione di datteri che si incontra lungo il tracciato con il relativo acquisto di caschi interi di datteri e via verso il “Chott El Melah”, una depressione diventata una delle grandi cave a cielo aperto delle famose rose del deserto. Agglomerati  cristallini dalle varie forme che ricordano comunque i boccioli di rose. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le grandezze. I professionisti tunisini riescono a trovarne anche di centinaia di chili di peso. Noi ci accontentiamo di quelle più facilmente trasportabili, ma di certo non meno belle.

La fame incombe, ma decidiamo di non fare campo; sostituita una gomma nel Land di Giuseppe, alla sua seconda foratura, preferiamo dirigerci direttamente verso Douz per sederci al tavolo di un ristorante e gustare le specialità tunisine. Ma questo è il periodo del Ramadan e dall’alba fino al tramonto per gli arabi è vietato mangiare: tutti i ristoranti sono chiusi. Solo grazie ad un provvidenziale amico, Mohamed, che gestisce un localino in paese, riusciamo a mettere in pratica i nostri desideri. Eccoci allora a gustare (senza guardare il tegame dove veniva cucinato) il “brik el oeuf”, una sorta di uovo fritto all’interno di una sfoglia, con tonno e prezzemolo; o il classico “couscus” con carne. Il tutto annaffiato con Coca Cola tunisina e niente vino, ovviamente. Rientriamo in albergo per una rinfrescata e di sera nuovamente in paese per ammirare l’artigianato tunisino nei vari caratteristici negozietti. Diversi gli acquisti ed i baratti con i commercianti locali. Il rientro in hotel è un po’ triste, perché siamo ormai consapevoli che la vacanza è agli sgoccioli ed il mal d’africa comincia a farsi sentire. Già vorremmo ritornare, ancor prima di partire!

Il 10 ci aspetta comunque una bella cavalcata direzione sud-nord. Decidiamo di non fare la stessa strada dell’andata, bensì di spingerci un po’ verso est per transitare dal paesino di Tamezret e fermarci ad ammirare le costruzione troglodite sotterranee di Matmata, dove approfittiamo di un turistico ma tipico localino per pranzare. Tra le costruzione sotterranee ne spicca una trasformata in albergo e dove sono state girate alcune scene del primo film “Guerre Stellari”. Grande l’ospitalità degli abitanti di Matmata che ci hanno offerto un buonissimo thè verde all’interno delle proprie abitazioni sotterranee. Unica stonatura: la costruzione di case più "moderne" nelle adiacenze delle vecchie costruzioni troglodite. Un mixer veramente orribile.

Di nuovo in marcia per centinaia di chilometri attraversando le periferie di Gabes, di nuovo Kairouan, Hammamet ed arrivo in serata a Tunisi, città molto occidentalizzata e trafficata di auto. Sistemazione in hotel in pieno centro ed in serata visita alla famosa “casbha”. Disturba un po’ la petulante insistenza dei commercianti nell’offrirti i loro prodotti, ma è una caratteristica del loro modo di vendere e bisogna farci l’abitudine. Facile però rischiare una lite, soprattutto in quell’ambiente dove ti senti comunque un vero estraneo. E lo sei. Non ci addentriamo molto in quel dedalo di viuzze strette e poco dopo, fatti i rituali acquisti, decidiamo di rientrare in hotel .

La mattina dell’11 è tutta dedicata all’imbarco sulla nave che comporta, comunque, la tradizionale ultima corsa agli acquisti. Proprio nel luogo d’imbarco, infatti, i commercianti tunisini hanno allestito un vero e proprio mercatino. Solo quando entriamo le nostre 4x4 nella stiva della nave ci prende veramente il magone. La vacanza è finita e ci aspetta un giorno di traversata che ci riporterà alla realtà della vita quotidiana.

Ma il “mal d’Africa” si è insediato in noi e già si parla della data di partenza per la prossima avventura, sicuramente una di quelle organizzate da “Quinta Piena”.

                            Carlo Vannucci, Presidente del Ciclopi Catania Club 4x4

 

LE FOTO DELL'AVVENTURA

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Preparativi. (82011 byte) Classico vino fragolino per Carlo e Cinzia che festeggeranno nel deserto. (73631 byte) Partenza. Patrol di Carlo (86428 byte) Partenza. Gelso Bianco. (115713 byte) Il Land di Pietro con appena una settimana di vita. (110969 byte)

Ultimi preparativi. (121227 byte) Quasi ci siamo. (107372 byte) Fabrizio "adrenalinico" come tutti.(108793 byte) Imbarco a Trapani sulla nave. (70908 byte) Fabrizio. Cena sulla nave. (87423 byte)

Giuseppe Scoglio. (82384 byte) Maurizio, Angelo, Benny e Luigi. (87672 byte) Dogana Tunisina. (74002 byte) Uscita autostrada verso sud. (78696 byte) Ci si prepara per il pranzo. Nino e Giuseppe. (108834 byte)

La fantastica pompa di sentina nella macchina di Fabrizio, utilizzata da tutti. (99833 byte) Le nostre donne. Sara Vagliasindi e Cinzia Vannucci. (118553 byte) Giuseppe Scoglio, Presidente dello Snail's. (93348 byte) Il caffè non mancava mai. (98574 byte) Prima forutura di Giuseppe su asfalto. (91098 byte)

Cinzia. (106713 byte) Vicino Douz, inizia a tramontare il sole. (68425 byte) Caldo e rosso tramonto tunisino. (67029 byte) Ristorante dell'Hotel "El Muradi". Fabrizio. (77289 byte) 1° tavolo. (100479 byte)

2° tavolo. (108263 byte) Carlo controlla il suo patrol prima dell'avventura di 4 giorni nel deserto. (123664 byte) Si fanno nuove amicizie. (108502 byte) Inizia l'avventura. Douz. (80606 byte) Carlo ed Hedi, una guida tunisina, davanti il suo negozio. (109420 byte)

Breve sosta. (92003 byte) Il bar "La porta del deserto". (85119 byte) Pietro con un asino locale (Pietro è quello a destra)!!!(70381 byte) Foto di gruppo delle auto davanti il bar. (91339 byte) Carlo si gusta il thè verde dentro il bar. L'interno del bar è tappezzato di adesivi lasciati dai vari ospiti transitanti. (148779 byte)

Anche Cinzia si gusta il suo thè verde. (127615 byte) Gianni e Carlo con lo sfondo di un furgone di Dimensione Avventura. (84808 byte) Si inizia a tastare il vero deserto. (92192 byte) Le dune modellate dal vento. (53726 byte) Iniziano le salite di sabbia. (60064 byte)

Giuseppe, come gli altri, sgonfia le gomme. (62455 byte) Si scelgono le traiettorie migliori nel mare di dune di sabbia in salita. (59971 byte) Primi insabbiamenti. (73556 byte) Anche Luigi in difficoltà, ma guida Angelo. (66832 byte) Si era messo in una brutta posizione inclinata, anche se non sembra. (76907 byte)

Carlo Vannucci. (45101 byte) Anche Carlo si insabbia. Maurizio e Fabrizio lo aiutano. (77567 byte) Il patrol di Carlo in posizione. (60712 byte) Un'ottima navigatrice e......pilota.(78119 byte) Tramonto nei pressi del pozzo di "El Mida".(65178 byte)

Moctar inizia a preparare il pane del deserto, preparato usando come forno la sabbia e la cenere........(81725 byte) ..................(85084 byte) ...................(85759 byte) .....................(76693 byte) Gianni, nel frattempo, prepara la pasta all'italiana. (75876 byte)

.....ecco pronta una bella pagnotta di pane del deserto. Buonissimo.(83711 byte) Ci si da dentro anche con il vino nostrano. (67496 byte) Alba del 6 novembre al campo. (61981 byte) Pozzo di El Mida. (105444 byte) Cammellieri che attingono acqua dal pozzo. (91458 byte)

Come secchi usano pezzi di camera d'aria legati insieme .(114984 byte) Ne approfittiamo per lavarci un pò. (88439 byte) Navighiamo nel mare di dune. (64773 byte) Che spettacolo!!! (84748 byte) Sosta per una foto di gruppo. (89590 byte)

Cinzia si prende il sole. (78685 byte) Fabrizio e Giovanni. (79657 byte) Moctar, la nostra guida. (48255 byte) Sebastiano in uno dei tanti insabbiamenti. (74277 byte) Ci si aiuta reciprocamente. (87214 byte)

Una delle prime discese. Ci sembravano alte, ma poi abbiamo visto quelle veramente alte, più avanti. (76540 byte) Sara guarda le 4x4 che scendono dalla duna alta. (103107 byte) Tocca a Sebastiano e Giovanni con il Pajero. (68512 byte) Gianni finisce in una trappola ed è aiutato da Fabrizio con il verricello. (66147 byte) Insabbiamento di Sebastiano e Pietro. (68811 byte)

Carlo a spalare.....(71225 byte) ....aiutato dalla sua Cinzia. (90448 byte) Altri paesaggi plasmati dal vento. (59227 byte) Luna nel deserto. (51343 byte) Altro campo. Si mangia. (61230 byte)

Toilette quotidiana. (68399 byte) Carlo cerca d'avvicinarsi ai cammelli liberi. (87869 byte) Quasi ci riesce. (85188 byte) ........... (83368 byte) Luigi a tre ruote motrici affronta una lunga e ripida salita. (73939 byte)

Il mitico Maurizio Vitaliano, "U' capituni"!!! (97830 byte) Carlo Vannucci. (59645 byte) Cinzia Ciccia. (86270 byte) Altre salite di sabbia. Pietro in azione. (57976 byte) Sara e Gianni. (62689 byte)

Fabrizio aiuta a Luigi. (93607 byte) Luigi tenta ancora. E' difficile con tre ruote motrici. (92993 byte) Noi intanto aspettiamo il nostro turno. (85105 byte) Carmelo aiuta il suo pilota Sebastiano ad uscire dall'insabbiamento. (74926 byte) Lo spettacolo delle dune più alte. (76452 byte)

Cammelliere nomade del deserto, che ci ha aiutato nel trovare le tracce più facili per Luigi.(83108 byte) Carlo che naviga nel deserto. (65907 byte) Fabrizio in attesa. (76745 byte) Maurizio sale in Pajero di Sebastiano e Giovanni. (87576 byte) Sebastiano e Carmelo. (95883 byte)

Li si aiuta per proseguire velocemente. (91661 byte) Gianni Vicari, la guida "spirituale". (65026 byte) Pietro Vagliasindi. (78688 byte) Carlo in attesa. (69641 byte) Si provano tante traiettorie per salire le dune. (103958 byte)

Questi sono già passati. (73964 byte) L'oasi oggetto della nostra avventura: Auvinette. (62225 byte) Uno spettacolo della natura. (63317 byte) Sorgente dell'oasi. (87073 byte) Carlo inizia con il bagnarsi i piedi........(99338 byte)

....e lo stesso fa Cinzia. (90819 byte) Gianni ci si tuffa proprio. (102590 byte) Il cammelliere si tuffa con Gianni. Poco dopo Pietro viene tirato dentro.......vestito!!! Si vendica buttando acqua in faccia a tutti utilizzando le sue scarpe!!! (119738 byte) Maurizio assiste alla scena. (116194 byte) ...............(111992 byte)

Alla fine siamo tutti in acqua. (107514 byte) ................(108957 byte) ...............(105695 byte) Ci facciamo anche i fanghi. (95715 byte) Non veniva di uscire più. (112367 byte)

..............(111729 byte) .................(110239 byte) Sulle rive del lago. (80817 byte) Sprazzo di vita tra le dune. (54461 byte) Benny aiuta Carlo da un brutto insabbiamento......... (80628 byte)

....... e viene aiutato a sua volta nello stesso passaggio. (74820 byte) Una delle tante dune altissime. Notate quanto sono piccole le auto in fondo. (78696 byte) Questa è fatta senza lo zoom. (85850 byte) Vista dal basso. (102613 byte) Carlo in azione. (106161 byte)

Pietro in azione. (85998 byte) Sebastiano rischiava il ribaltamento, anche se non sembra. (101946 byte) Ennesimo, splendido, tramonto tunisino. (51187 byte) Le montagne di Timbaine in lontananza. (66184 byte) Ai piedi dell'ultima duna alta per una foto di gruppo. Qualcuno c'è salito in cima a piedi. (114823 byte)

Luigi e Benny che giocano. (100025 byte) Tutti addosso a Maurizio. (113206 byte) Foto di gruppo. (116294 byte) Carlo. (94035 byte) Cinzia. (83175 byte)

Ci fermiamo ad aiutare dei motociclisti in difficoltà "meccaniche". (107307 byte) Foto dopo la gioia di aver riacceso una loro moto, grazie a Fabrizio. (120579 byte) Le montagne di Timbaine. (69809 byte) Il pozzo di Timbaine. (106911 byte) Il pozzo di Timbaine. (109487 byte)

Sara alla guida del Land. (59291 byte) Sempre Sara. (83122 byte) Foto di gruppo alla "Porta del deserto". (93828 byte) Fabrizio con il suo Toyota sotto la Porta del deserto. (72258 byte) Carlo alla porta del deserto. (69746 byte)

Un bivio al ritorno verso Douz. (84086 byte) Sebastiano bacia l'asfalto dopo la lunga cavalcata su di una pista pietrosa e polverosa. (166676 byte) Giovanni Sapienza. (56837 byte) Luigi Colletta. (90606 byte) Angelo Crimi. (63551 byte)

Un casco di datteri. (187460 byte) Benny Seminara (con rana in mano). (77175 byte) Oasi di Bir Jaunes.  (96696 byte) Serbatoio di acqua nell'oasi. (65703 byte) Cava delle Rose. (103799 byte)

Una rosa del deserto. (99263 byte) Il "Chott El Melah". (82494 byte) Seconda foratura di Giuseppe Scoglio. (111746 byte) Con l'aiuto di tutti ci si sbriga. (91992 byte) Effetto acqua in lontananza verso l'oasi. (52807 byte)

Negozietto a Douz. (124397 byte) Il ristorante di Douz. (82811 byte) Tavolata di affamati. Erano circa le 15.30. (91674 byte) Preparazione del "brik el oeuf". (73845 byte) Notare il tegame..........(124802 byte)

Le donne........affamate!! (95712 byte) Anche Carlo non scherza. (92584 byte) L'assalto delle cavallette. (91121 byte) Carlo e Cinzia. (82613 byte) La piazzetta principale di Douz con i negozi tipici. (69051 byte)

Foto di Carlo e Cinzia con Aziz, Abdelati ed altri amici tunisini. (109185 byte) Monumenti di Douz. (111440 byte) Maurizio pensieroso. Starà già pensando al prossimo viaggio in Tunisia? (103643 byte) Foto davanti il paesino di Tamezret. (121340 byte) Foto davanti il paesino di Tamezret. (116074 byte)

Donna di Tamezret. (108025 byte) Vallata di Matmata. (109029 byte) Abitazione troglodita di Matmata. (105490 byte) Dentro abitazione troglodita di Matmata. (98949 byte) Dentro abitazione troglodita di Matmata. (150098 byte)

  Donna di Matmata. (88158 byte) Scenografie utilizzate per il film "Guerre Stellari" a Matmata. (98254 byte) Peperoncini stesi sulle facciate delle case sulla via del ritorno verso Tunisi. (83918 byte) Ultimi rifornimenti a Tunisi. (89685 byte) Mercatino davanti l'imbarco sulla nave. (116664 byte)

  Ci stiamo imbarcando. (89996 byte) Cinzia. (88201 byte) Il tramonto del viaggio, il cui ricordo resterà vivo nelle nostre menti. (63818 byte) 

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