Ciclopi Catania Club 4x4         

 

 

TUNISIA - PROFONDO SUD

25 ottobre - 2 novembre 2004

 

L'atmosfera era quella di sempre, delle grandi imprese, dei viaggi avventura, soprattutto per coloro che scendevano per la prima volta  in Tunisia ed avevano sentito solo i racconti di chi c'era già stato. Il tutto era sottolineato dall'obbiettivo che ci eravamo prefissato: arrivare nel profondo sud della Tunisia attraverso piste ormai inghiottite dalle grandi dune di sabbia, soprattutto nel tratto dopo El Borma vicino il confine con l'Algeria, per raggiungere l'ultimo avamposto tunisino tra la Libia e l'Algeria, il villaggio di Bordj El Kadra, con lo scopo di  fornire viveri e vestiario ai pochi abitanti, nonché giocattoli e penne ai bambini.

Con questo spirito ci siamo ritrovati, dopo mesi di preparativi, nel pomeriggio assolato del 25 ottobre 2004 nell'area di servizio di Gelso Bianco sull'autostrada CT-PA: undici veicoli 4x4 attrezzati di tutto e con a bordo Carlo Vannucci (io) e Cinzia Ciccia (Nissan Patrol 3300), Fabrizio e Salvo Brischetto (Toyota KZJ70), Eriberto De Marco e Tania Grasso (in viaggio di nozze)(Mitshubishi Pajero), Salvo ed Antonio Carmeni (Nissan Patrol GR 3000), Andrea Alioto e Mauro Caruso (Mitshubishi Pajero), Giuseppe Zappalà e Massimo Cosimano (Toyota Hi Lux), Massimiliano Greco e Stellina Gulino (Mitshubishi L200), Alessandro Campisi (il nostro "pittinicchio")(Nissan Patrol 3300), Marco Pagnano e Gisella Gatto (Toyota HDJ80), Graziella Alessi e Marina Rapisarda (equipaggio femminile)(Daihatsu Rocky), e Gianni Vicari (la nostra guida “spirituale”)(Toyota Hi Lux).

Con grande energia iniziavamo quindi la tappa di trasferimento verso Palermo dove, alle ore 23.00, ci attendeva la nave per l’attraversamento del Canale di Sicilia, sulla recente rotta Palermo-Tunisi.

Del viaggio sulla nave c’è poco da dire: l'unica differenza rispetto ai viaggi passati è stata la comodità e modernità della nave rispetto a quella della rotta Trapani-Tunisi. In ogni caso sicuramente più pulita e decente. Il dondolio del mare ha fatto da sedativo per una tranquilla notte in cabina dopo un'abbondante cena.

All’arrivo a Tunisi nella prima mattinata del 26, scesi dalla nave, abbiamo affrontato la burocrazia della dogana tunisina, anche stavolta, per fortuna, non troppo logorante. Graziella e Marina venivano "beccate" con il baracchino a bordo facendo temere il peggio; invece abbiamo scoperto che  presentando copia dei propri documenti insieme ad un modulo da riempire sul posto, perdendo solo 15 minuti circa, si può essere in regola e non c'è più il tanto paventato e temporaneo sequestro dell'apparato. Bella novità! Stesso problema, per notizia, l'abbiamo avuto con i GPS!!!

 Subito quindi in autostrada verso sud, sulla solita e classica strada che porta a transitare nelle periferie di varie cittadine come Hammamet, Kairouan, Zaafrana, gustando sempre più la varietà dei paesaggi: dal mare alle colline; dal verde mediterraneo al giallo delle zone predesertiche. Ed ancora Khelifa, dove ho acquistato il pane a focaccia fatto dalle donne tunisine usando forni in pietra posti lungo la strada, per poi fermarci a gustarlo all’ora di pranzo. Quindi ancora rotta a sud sud/ovest verso Skhira, Gabes, El Hamma e Kebili, dove già si scorgono le zone paludose periferiche del grande Chott El Jerid, il lago salato e dove inizia a prevalere esclusivamente un paesaggio arido con orizzonti piatti, interrotti solo da qualche piccolo rilievo collinare. Unico intoppo, un surriscaldamento inspiegabile di una ruota del Rocky di Graziella. Dopo varie ipotesi si rimontava il tutto, scoprendo però per caso la rottura di un foglio di balestra. Niente di grave al momento.

Gli ultimi 30 Km sono stati fatti nella penombra di un tramonto coperto da nuvole minacciose, ma sempre avide di acqua. Finalmente  raggiungiamo la nostra metà, l’ultimo centro abitato prima del grande deserto: la cittadina di Douz, porta del deserto e punto di riferimento per i viaggiatori che vogliono andare a vivere l'avventura.

Accettabile l’albergo, il Sun Palm. Poco varia ma gustosa anche la cena durante la quale, i venti amici, si sono scambiate le emozioni del lungo viaggio odierno. Poi un rapido giro tra i negozi di artigianato di Douz ed una visita ad una vecchia conoscenza di Gianni e Carlo, la guida che spesso è impegnata nell’accompagnamento di gruppi di turisti e fuoristradisti nel deserto: Abdel Ati Belhaj Brahim che, per il viaggio di domani, ci affidava nelle mani del buon Moktar, già conosciuto l'anno scorso. Poi subito a riposare in vista nella levataccia di domani.

L’emozione era tanta, soprattutto per coloro che affrontavano questo viaggio per la prima volta; ma questo non poteva distrarre l’attenzione dai mezzi e dall’equipaggiamento da portare al seguito. Tutto era importante ed andava controllato. E così, con un tiepido sole che faceva capolino tra poche nuvole all’orizzonte ed un costante venticello caldo, 11 autisti ed i 9 passeggeri gironzolavano con ordine attorno ai propri mezzi controllandoli con accurata dovizia, fin quando veniva dato il via alla carovana. Ovviamente, in vista della prolungata permanenza nel deserto e considerata la lunghezza del percorso, veniva portato al seguito un adeguato numero di taniche piene di gasolio (circa tre per auto).

Via quindi verso est, lungo una strada asfaltata alla non peggio e rugosa, stesa in modo prevalentemente rettilineo su un territorio aspro e giallo, ma pur sempre vivo. Fino ad uno specifico incrocio dove ci aspettava una lunga e distruggente cavalcata sulla terribile e minacciosa "Pipe Line". Chi la conosce sa di cosa sto parlando. Per gli altri dico che si tratta di un vero tormento per uomini e mezzi, con buche, salti, molti tratti rugosi detti "toulet ondulè" che mettono a dura prova le sospensioni dei mezzi, da affrontare a velocità. Tra le mille piaghe che ci accompagneranno lungo questo viaggio, ne abbiamo avuto anche una di quelle bibliche, incontrando uno sciame di cavallette (grosse come uccelli), che si piantavano sui parabrezza. Per fortuna non ci siamo dovuti fermare il quel tratto!! Effettuiamo una breve sosta nell'oasi di Bir Soltane, con la Cuba (pozzo coperto), per fare qualche foto e poi di nuovo in marcia verso sud. La destinazione era la zona petrolifera di "El Borma", ma a causa di diversi inconvenienti meccanici (sospensioni dell' L200 letteralmente smontate dalle vibrazioni, diverse forature, etc..) e di una sosta pranzo forse troppo lunga, non  raggiungiamo l'obbiettivo e siamo costretti a fare campo 50 Km prima, in mezzo alle dune. Emerge subito la compattezza del gruppo e la voglia di divertirsi. Tra lo stupore di Moktar, incredulo, e con Gianni che non credeva alle sue orecchie, si è arrivati addirittura a celebrare (ovviamente per gioco) un vero e proprio matrimonio tra Marina e Massimo (soprannominato Petting), tra mille risate. 

Sveglia all'alba del 28 con il piacere di assistere all'eclissi di luna nel deserto (indimenticabile). Rapida colazione e subito in marcia per recuperare il tempo perso ieri. Si arriva al Borma e, dopo aver effettuato rifornimento ad un prezzo doppio rispetto a tutto il resto della Tunisia, ci si rimette subito in movimento verso sud, seguendo una pista a volte invisibile e piena di sabbia che già mette alla prova diversi equipaggi. I veterani intuiscono pure che le condizioni della sabbia sono pessime e già si teme il peggio. La doccia fredda arriva dopo circa 85 Km, nel posto di controllo militare di Ech Chouech (N 31 05.710 - E 9 23.252) dove, dopo aver verificato i nostri permessi e passaporti, i militari ci informano del fatto che la traccia verso Bordj El Kadra è impraticabile e che già altri equipaggi erano tornati indietro dopo aver guastato i loro mezzi. A conferma di ciò vedevamo una Range Rover nuova fiammante trainata da un unimog in direzione nord. Era già ora di pranzo, per cui approfittiamo della sosta per mangiare e discutere sul da farsi. Si arriva alla conclusione che è inutile provare a scendere ancora, si perderebbe solo tempo. A malincuore si decide di "piantare lì la nostra bandiera" e di risalire lungo la pista già percorsa, per poter raggiungere zone più a nord, con altri villaggi dove poter consegnare i nostri doni. Risalendo verso nord, utilizzando spesso tratti in fuori pista, giunge la sera; pertanto si organizza un campo tra le dune e, allietati dal pane fatto da Moktar, seguendo antiche tradizioni tunisine e con la buonissima pasta fatta da Gianni, si passa allegramente la serata. 

Nella secca mattinata del 29 ottobre, dopo una classica colazione con pane, biscotti, latte, caffè e...nutella!!, mettendoci in marcia, Gianni ci informa del fatto che vorrebbe tentare di arrivare a Tiaret attraverso una pista tra le dune per poter scendere al nostro obiettivo dalla pipe line. "Siamo con te" è la nostra intrepida risposta. Questo ci porta a transitare da alcuni pozzi d'acqua (d'obbligo il bagno ristoratore) e, soprattutto, da una strana formazione rocciosa a forma di cratere, tipica di un paesaggio libico. Avevamo però fatto i conti senza l'oste: il forte caldo accompagnato dal costante vento, anche in questa zona, aveva reso la sabbia soffice e cedevole anche camminando a piedi. Ed infatti, alle prime salite sulle dune più alte, ci trovavamo costretti a fare dietro front con i nostri 4x4 ed a ripiegare nuovamente verso El Borma.

Decidiamo di non perdere più tempo e, dopo aver di nuovo rifornito i mezzi e rifocillatici, facevamo subito rotta verso nord, sulla nostra "cara" pipe line. Inutile dire che abbiamo subito avuto nuovi inconvenienti come lo svitamento di tre dadi su quattro della piastra che tiene una balestra dell'Hi Lux di Giuseppe; nuove forature; la rottura del foglio mastro di una mia balestra anteriore nel patrol; il GR di Salvo che, per problemi elettronici, non andava oltre i 3000 giri del motore; la rottura di due fogli di balestre nell'Hi Lux di Gianni; etc... I vari rallentamenti facevano si che giungessimo nel nuovo campeggio dell'oasi di Ain Essbat, a sud di Ksar Ghilane, verso le 20.00 di sera. Solo una buona cena ed una doccia ristoratrice risollevavano gli amici distrutti, insieme alle loro 4x4, dalla lunga cavalcata da sud a nord. Emozionante, per molti, provare per la prima volta a dormire sotto le tende berbere del campeggio, così come assistere all'esibizione "musical-tamburina" di Alessandro "pittinicchio" insieme a due musicanti tunisini!!! Ben sistemato il campeggio, con i gestori educati e disponibili. Si percepiva la stessa atmosfera che si respirava a Ksar Ghilane  circa 15 anni fa, senza il turbinio vorticoso dei turisti e la cementificazione selvaggia. Chissà per quanto tempo resisterà.

Solita sveglia mattiniera per una giornata che si prospettava rilassante...o quasi. Dopo un'abbondante colazione, anche con la classica nutella, ed il controllo dei mezzi, ci si metteva in movimento verso l'oasi più conosciuta della regione: Ksar Ghilane. Giusto il tempo di transitare per la Colonna di Leclerc e di conoscere i bambini del vicino villaggio, regalando loro giocattoli e vestiti; poi subito a parcheggiare dentro l'oasi ed a farci il classico bagno nel laghetto caldo. Ovviamente con la degustazione di un ottimo thè alla menta servito su tavolini rovesciati per galleggiare sull'acqua. Restiamo lì beatamente fino all'ora del pranzo, che consumiamo sui tavolini del bar con la compiacenza del gestore. L'importante è comprare qualche bibita del bar, comunque senza imposizioni. Usciti nel primo pomeriggio dal boschetto, direzionandoci verso la pista che porta al Fortino romano, ci accorgiamo subito della presenza di un vento costante e ben presente, che alza grosse nubi di sabbia. Molto fastidioso e dannifico per le aspirazioni delle 4x4 non fornite di snorkel. Anche la visita al fortino è  disturbata da questo vento e le foto ci ritraggono tutti con i volti coperti, riparati dalla sabbia. 

Doveva essere una semplice passeggiata il tragitto dal fortino fino al Caffè "La porta del deserto"; invece, tra il vento forte e la sabbia soffice, è diventata una piccola avventura, con tanto di incontro con un piccolo scorpione sonnambulo che si aggirava tra i nostri piedi nudi, disturbato da tanto movimento. Arrivo in serata al Caffé, dove si decide di fare campo. La stanchezza incombe, insieme al pensiero di non aver potuto affrontare le grandi dune del sud. Ma bisogna inghiottire il boccone amaro e gustarsi ugualmente un viaggio che, proprio per le anomalie climatiche, si è rivelato molto impegnativo, anche nei tratti normalmente facili. Ed è proprio la compattezza del gruppo con la voglia di divertirsi che emergono nella serata, allietata dalla pasta fatta da Gianni e Marina, in tre gusti. Roba da ristorante di lusso. Poi tutti a nanna.

Siamo al 31 ottobre. Essendo saltati tutti i programmi e trovandoci in una posizione centrale, ma lontana da qualsiasi itinerario più "particolare" (verso Timbaine o Sabria) visti i tempi a disposizione, si decide di fare un giro ad anello sulle dune "basse" tra il Caffè e la zona dell'Erg Zmilet, per divertirsi un pò e rendersi conto ancora una volta delle difficoltà di guida  in quelle condizioni climatiche anche su dune diciamo basse. Ed infatti, appena messe le ruote sui primi cordoni di dune, notevole è stato lo sforzo impiegato per poter proseguire. Nel mio Nissan ho dovuto  addirittura effettuare una legatura tra il ponte ed il paraurti anteriore, a causa della balestra rotta precedentemente, per evitare che la ruota, come già successo, andasse a sbattere nel parafango. Tante le situazioni che ci hanno portato a pancia a terra sulla sabbia. La sabbia: incredibile anch’essa come tutto. Ti scorre tra le dita come acqua, finissima e penetrante dappertutto, ma che non ti sporca. A completare l'opera la definitiva rottura della balestra posteriore destra del Rocky di Graziella, che si piantava con la carrozzeria appoggiata sulla ruota. Incredibile l'elasticità mentale di Giuseppe Zappalà, soprannominato appunto "Mac Gaiver" come l'eroe dei famosi telefilm: valutando il problema, ha fatto subito smontare i ganci di traino ad occhiello dei pajero per farne due piastre che potessero stringere i tre fogli di balestra rotti (compreso il mastro) con l'unico rimasto integro. Il tutto condito da un buon caffé e dall'incontro con una bellissima lucertola del deserto. Impieghiamo tutto il giorno per questo giro "facile" e baciamo a terra appena riprendiamo la pista diretta per Douz, dove arriviamo alle prime ombre della sera. Dopo una bella "strigliata" lavareccia in Hotel ed una abbondante cena, tutti in piazza per alcuni acquisti e per gustare un buon thé alla menta.

L’avventura è quasi finita. Ma l' 1 mattina è ancora dedicato ad un'escursione obbligatoria alla cava delle rose del deserto. Riunitici dopo un’abbondante colazione e lasciando il mio Patrol ed il Rocky di Graziella in Hotel, ci si mette in marcia verso il paesino di El Faouar, nella parte meridionale del grande “Chott El Jerid”, il lago salato. Da lì, dopo aver donato altri giocattoli e vestiti a bambini del luogo, seguendo una vecchia traccia invasa da dune piccole ma insidiose, siamo giunti nella zona delle depressioni del lago, per fortuna asciutte, vere trappole di fango con il terreno bagnato. Proseguiamo quindi verso il “Chott El Melah”, una depressione diventata una delle grandi cave a cielo aperto delle famose rose del deserto. Agglomerati  cristallini dalle varie forme che ricordano comunque i boccioli di rose. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le grandezze. I professionisti tunisini riescono a trovarne anche di centinaia di chili di peso. Noi ci accontentiamo di quelle più facilmente trasportabili, ma di certo non meno belle.

Rientriamo a Douz e, prelevate le 4x4 lasciate in hotel ed effettuato il  rifornimento dei mezzi, ci dirigiamo decisamente verso est su un asfalto rugoso che miete una vittima: una gomma del mio patrol viene tagliata da una pietra. Rapida sostituzione e di nuovo in marcia per transitare dal paesino di Tamezret e quindi fermarci ad ammirare le costruzione troglodite sotterranee di Matmata, dove approfittiamo di un turistico ma tipico localino per pranzare. Tra le costruzioni sotterranee ne spicca una trasformata in albergo e dove sono state girate alcune scene del primo film “Guerre Stellari”. 

Sempre ospitali gli abitanti di Matmata, ma sempre di più solo per scopo turistico, purtroppo. Anche la cittadina perde sempre più l'atmosfera che la contraddistingueva. Ci sono strade nuove e nuove costruzioni moderne. Peccato. Dopo pranzo ci muoviamo, decisamente in forte ritardo, verso Gabes e quindi verso nord. La tappa era lunga ed arriviamo a Tunisi verso le 2 di notte. Stanchissimi, ceniamo in Hotel con un piatto freddo e subito a letto.

La mattina del 2 novembre ci si affretta per effettuare qualche acquisto alla casbah prima di portarci al porto per l’imbarco sulla nave. Anche lì, comunque, è possibile fare gli ultimi acquisti-baratti. Proprio nel luogo d’imbarco, infatti, i commercianti tunisini hanno allestito un vero e proprio mercatino. Solo quando entriamo le nostre 4x4 sul ponte della nave ci prende veramente il magone. La vacanza è finita e ci avviciniamo alla realtà della vita quotidiana. Prima però ci siamo dovuti sorbire una traversata "bestiale", con mare forza otto e vomitate continue. Sorvoliamo i terribili dettagli.

Il “mal d’Africa” si è impossessato nuovamente di noi e già si parla della data di partenza per la prossima avventura, sicuramente una di quelle organizzate da “Quinta Piena”.

                                    Carlo Vannucci, Presidente del Ciclopi Catania Club 4x4

LE FOTO DELL'AVVENTURA

(foto di: Cinzia Ciccia, Carlo Vannucci, Graziella Alessi e Marina Rapisarda)

Cliccaci sopra per ingrandirle. Puntale con il mouse per leggere i commenti.

Eriberto e Corrado, venuto a salutarci alla partenza. (84620 byte) Massimiliano e Stellina. (72278 byte) Carlo&Carlo. (65234 byte) Marina e Graziella. (62512 byte) Cinzia e Carlo al porto di Palermo. (49692 byte)

Si "spuntina" alla meglio prima dell'imbarco. (50510 byte) Giuseppe Zappalà con il suo piccolo spuntino serale. (39696 byte) Si cena sulla nave. (57336 byte) Dopo cena. Gisella, Graziella, Marina, Gianni e Marco, in senso orario. (55231 byte) Massimo, Fabrizio e Salvo mangiano ancora. (47128 byte)

  Carlo incontra e saluta un vecchio amico: Sergio Ventura, Presidente del Salento Off Road di Lecce. (45351 byte) Carlo alla dogana. (46164 byte) Attesa alla dogana. (56389 byte) Si prepara il caffè alla maniera fuoristradistica. (52954 byte) Mauro ed Andrea. (38570 byte)

  Forni e vendita di pane per strada. (63891 byte) Si controlla la ruota frenata del Rocky di Graziella e Marina. (58993 byte) Strada d'ingresso nella cittadina di El Hamma. (50355 byte) Porta d'ingresso nella cittadina di El Hamma. (45398 byte) L'Hotel di Douz - SunPalm. (45432 byte)

Eriberto e Tania in viaggio di nozze. (41900 byte) Piscina dell'Hotel SunPalm di Douz. (54473 byte) Massimiliano buttato in piscina. (65298 byte) Carlo fumatore. (58054 byte) Alba a Douz. (40951 byte)

La piazzetta di Douz. (52103 byte) I commercianti iniziano ad occupare la piazzetta di Douz. (42655 byte) Carlo con Abdel Ati. (67096 byte) Graziella con il suo Rocky. (40622 byte) Commerciante ambulante di thé. (46731 byte)

Eriberto e Tania - Inizio pipe line. (53842 byte) Carlo e Cinzia - Inizio pipe line. (57247 byte) Marina, Graziella e Marco - Inizio pipe line. (68407 byte) La Cuba (pozzo) di Bir Soltane. (69291 byte) Oasi di Bir Soltane. (80842 byte)

Eriberto sulla pipe line. (37168 byte) Carlo sulla pipe line. (48711 byte) Marina. (64544 byte) Primi insabbiamenti. (44107 byte) Massimiliano. (63309 byte)

Tocca ad Eriberto. (37991 byte) Dune sulla pipe line - Salvo Carmeni. (63557 byte) Graziella concentrata nella guida. (44411 byte) Provvidenziale telone di Gianni a protezione dal pressante sole. (101986 byte) Tranquilla pausa pranzo. (58688 byte)

Riparazione sul posto di una foratura, grazie al Kit di Marco ed all'aiuto di tutti. (60053 byte) Importante incrocio sulla pipe line con il Borma. (38765 byte) Tramonto nel deserto. (22282 byte) Bellissimo: dalla parte opposta al tramonto sorgeva in contemporanea la luna piena. (39498 byte) Primo campo nel deserto. Foto di parte del gruppo. (50857 byte)

Il matrimonio di Massimo e Marina. (51269 byte) Il matrimonio di Massimo e Marina. (79519 byte) Il matrimonio di Massimo e Marina. (57401 byte) W gli sposi. (42405 byte) Inizio giornata con foratura di Eriberto. (54748 byte)

Aspettando gli altri..... L'alba del 28 ottobre. (33352 byte) Pozzi di sfiato di El Borma. (60746 byte) Stazione di servizio di El Borma (unica e cara). (41477 byte) Carlo attacca adesivi Ciclopi e Siciliain4x4 nella pompa del Borma. (50133 byte) Il GPS di Carlo con il punto del Borma. (51676 byte)

Salvo Carmeni - si procede verso sud. (40796 byte) Tratto mediamente impegnativo. (35304 byte) La pista a sud del Borma. (43600 byte) Carlo cerca altre strade alternative in un punto difficile. (39273 byte) Giuseppe Zappalà detto Mac Gaiver. (34808 byte)

Massimo (petting) e Gianni. (39252 byte) Un uomo e la sua duna.....(21781 byte) Pronti alla discesa. (36199 byte) In posa. (39313 byte) Un uomo e la sua 4x4.....(42650 byte)

Il Nissan di Carlo. (64545 byte) Facciamo lo slittino sulle dune, anche trainati dalle 4x4. (72901 byte) Di nuovo in marcia. (36613 byte) Purtroppo stiamo risalendo verso nord dopo l'impossibilità di continuare verso sud. (28442 byte) Trappole di sabbia inaspettate. (53118 byte)

Si collabora tutti  per uscirne. (55879 byte) Anche Andrea piantato. (46189 byte) La sabbia tradisce tutti, anche l'ammiraglia. (42138 byte) Carlo monta la sua tenda. (47931 byte)

Moktar prepara il pane per lui e per tutti. (46651 byte) Mette la focaccia di pane sulla brace. (45025 byte) Dopo circa 30 minuti esce la focaccia di pane dalla brace e la pulisce. (42494 byte) Prepara anche il thé alla menta. (46388 byte)

Marina lava i piatti con la sabbia. (52945 byte) La casa di Marco e Gisella. (46246 byte) La strana formazione rocciosa trovata in una vallata. (33750 byte) Alessandro sale sulla formazione rocciosa..... (52704 byte) ....e Giuseppe lo segue. (57277 byte)

Carlo affronta una delle tante discese ripide. (30125 byte) Si cerca di superare un cordone di dune, ma la sabbia è impossibile. (39576 byte) Difficoltà superate senza grossi problemi grazie alla collaborazione di tutti. (40102 byte) Ci si rinfresca in uno dei tanti pozzi a sud del Borma. Siamo sulla pista per Tiaret. (68640 byte) Marco cura l'igiene dentale. Deformazione professionale. (61914 byte)

Ci buttiamo o non ci buttiamo? Megli di no!! (43035 byte) Carlo e Cinzia. (75584 byte) Ovviamente e finita a gavettoni per tutti!!!  (60691 byte) Dromedario morto. (68431 byte) Il Capo che resta piantato. (35556 byte)

Carlo gonfia una ruota che perde pian pianino. (39902 byte) Iniziano i guai per Carlo. Ci si accorge che si è rotto il foglio mastro della balestra anteriore sinistra, proprio nell'occhiello. Il ponte se ne va per i fatti suoi, piegando anche l'ammortizzatore e la barra stabilizzatrice. (46665 byte) Diventa difficoltoso gestire la dovuta decisione nell'affrontare le dune con la necessità di evitare danni peggiori. L'auto è appoggiata sul secondo foglio di balestra. (49540 byte) Alberello solitario, prova che il deserto vive.(26660 byte) Cinzia si rinfresca in un altro pozzo. (70590 byte)

Siamo tornati al Borma ed attacchiamo altri adesivi. (46209 byte) Riprendendo la pipe line a Giuseppe si svitano tre dadi su quattro della piastra che tiene una balestra posteriore. Problema risolto grazie a "Mac Gaiver". (56014 byte) Tipica cena tunisina (Ciorba, Cous cous e ......coca cola tunisina, nel campeggio a sud di Ksar Ghilane. (60757 byte) Alessandro tamburino. (60302 byte)

Risveglio di Carlo nella tenda berbera. (80561 byte) Giacigli delle tende berbere. (61123 byte) L'ingresso della zona "notte" con le tende berbere. (63797 byte) Si parte per Ksar Ghilane. (54470 byte)

Cinzia Ciccia. (57198 byte) Tania ed Eriberto. (50662 byte) Carlo e Cinzia. (48176 byte) Foto  di gruppo all'obelisco di Leclerc. (98923 byte)

Prima di Ghilane si incontra un villaggio. (64706 byte) Regali ai bambini. (71414 byte) Regali ai bambini. Momento emozionante anche per i più duri. (71520 byte) E' fantastico....(64243 byte) Regali per tutti. E' una gioia vedere i loro sorrisi. (72311 byte)

Senza parole. (41480 byte) Senza parole. (61220 byte)

Ci si rinfresca nel laghetto di Ksar Ghilane. (60106 byte) Ci si rinfresca nel laghetto di Ksar Ghilane. (75102 byte) Ci si rinfresca nel laghetto di Ksar Ghilane. (95176 byte) Ci si rinfresca nel laghetto di Ksar Ghilane. (85675 byte) L'uomo e la bestia..... Marco è quello di sinistra!!!  Eh! Eh! Eh! (57924 byte)

Ci si rilassa nell'oasi. (82759 byte) Il bar di Faith. Notare gli adesivi sulla porta dei Ciclopi e di Siciliain4x4. (65793 byte) Fabrizio Brischetto. (91342 byte) Tra raffiche di vento fastidioso saliamo al Forte Ghilane. (45780 byte) Siamo al forte Ghilane. (47790 byte)

Vista dell'oasi di Ghilane dal forte. (71729 byte) Foto di gruppo sul forte Ghilane. (71525 byte) Dune sulla strada del Caffè. (41163 byte) Sempre difficoltà per colpa della sabbia troppo calda e soffice. (33894 byte) Alessandro Campisi. (26896 byte)

The Rocky!! (45932 byte) Carlo nasconde la corda che lo tirerà...."ti tiro io" dice Eriberto....(40002 byte) ....ti tiroooo.....(36675 byte) .....la nissan del Presidente è troppo pesante  (per la sua importanza, ovviamente) e resta anche Eriberto!!!(42435 byte) Gli chef della serata, Marina e Marco. (29451 byte)

Il famoso Caffè "La porta del deserto". (59890 byte) Il famoso Caffè "La porta del deserto". (66566 byte) Dentro il Caffè. (85464 byte) Una bestia con un altro uomo. Carlo è quello a destra!!! (26540 byte) Passeggiata tra le dune intorno al Caffé. (38785 byte)

Passeggiata tra le dune intorno al Caffé. Fabrizio. (36442 byte) Passeggiata tra le dune intorno al Caffé. Marco. (42911 byte) Prospettive.. (37111 byte) In fila per la classica foto di gruppo. (43141 byte) Gli uomini....(58519 byte)

....e le donne. I Presidenti esclusi. (54008 byte) I "posteriori" di Carlo e della sua Patrol... (31187 byte) Carlo combatte sempre con la balestra rotta. Gli si è piegato anche il parafango ed un codolino, perchè la ruota è andata a sbatterci. (38415 byte) Gianni in un bel twist. (35026 byte) Tunnel... (42500 byte)

Foto dubbia: chi tira l'altro?? (28530 byte) Anche Graziella combatte con due fogli di balestra rotti, Non il mastro per fortuna. (20618 byte) Si aiuta Graziella. (26693 byte) Dai che ce la fai... (30636 byte) Il mare di sabbia. (41968 byte)

Si decide di fare una legatura del ponte del Nissan di Carlo con il paraurti, in modo da non fare più toccare la ruota con il parafango. (55957 byte) Particolare dell'ammortizzatore piegato come il perno della barra stabilizzatrice. (48674 byte) Si vede la legatura appena fatta tra il ponte ed il paraurti. Ha resistito fino a Catania!! (61754 byte) Graziella ancora in difficoltà, anche lei per gestire senza danni la sua balestra rotta. (27398 byte) Panorama. (21314 byte)

Gisella lascia ammutoliti con la sua danza del ventre dentro un bar abbandonato, in mezzo al deserto. (104665 byte) Rottame di land 88. Adesivo Ciclopi subito applicato. (46001 byte) Giuseppe in twist. (56546 byte) Giuseppe in twist. (52627 byte) Si lavora per liberarlo. (48461 byte)

Massimo indica la rottura definitiva della balestra di Graziella. (59781 byte) Giuseppe "Mac Gaiver" all'opera. (59615 byte) Riparazione effettuata. Giuseppe ha utilizzato due gangi di traino di pajero per fare una legatura alla balestra. Ha resistito fino a Catania. (53296 byte) Una lucertola del deserto. (40699 byte) Fabrizio con in mano la lucertola. (57449 byte)

Carlo tra alcuni bambini di Douz. (60561 byte) Carlo tra alcuni bambini di Douz. (47368 byte) Massimo "petting" si fa un giro con un vecchio Motobecane. (66985 byte) Giuseppe versione Jamming. (52431 byte) Cena nell'Hotel di Douz. (82019 byte)

Bambini di El Faouar. (55573 byte) Bambina di El Faouar. (108295 byte) Bambini di El Faouar. (66179 byte)

L'unica foratura di Carlo nella via del ritorno, verso Matmata. (59848 byte) I quattru da vaniddazza a Matmata. (52783 byte) Pranzo a Matmata. (95079 byte) Foto di gruppo dentro una casa troglodita. (54210 byte) Il signore ultraottantenne è stato omaggiato, a richiesta, di una ciocca di capelli biondi di Gisella. (46851 byte)

Tunisi, porta d'ingresso alla Casbah. (87702 byte)

 

I NOSTRI VOLTI

Carlo Vannucci (41251 byte) Cinzia Ciccia (72979 byte) Graziella Alessi (42913 byte) Marina Rapisarda (41756 byte) Gianni Vicari. (65026 byte)

Alessandro Campisi (Pittinicchio) (44493 byte) Fabrizio Brischetto (47569 byte) Salvo Brischetto (44703 byte) Andrea Alioto (35610 byte) Mauro Caruso (39658 byte)

Salvo Carmeni (40370 byte) Antonino Carmeni (33400 byte) Eriberto De Marco (31951 byte) Tanya Grasso (43272 byte) Massimo Cosimano (46228 byte)

Massimiliano Greco (40525 byte) Stellina Gulino (46177 byte) Giuseppe Zappalà (32597 byte) Gisella Gatto (57512 byte) Marco Pagnano (24256 byte)

Moktar (61060 byte)

        NUOVE FOTO DELL'AVVENTURA       

(foto di Andrea Alioto e Mauro Caruso)

Arrivo a Tunisi. (66085 byte) Arrivo a Tunisi. (87521 byte) Preparazione del mercato a Douz. (93879 byte) Tramonto nel deserto. (26706 byte) Luna piena nel deserto. (35159 byte)

El Borma. (71554 byte) Carlo e Cinzia. (50671 byte) Il fuoco di Moktar per preparare il pane anzimo. (40948 byte) Carlo a caccia d'immagini. (74093 byte) Le nostre belle donne avventura. (93480 byte)

Pippo cerca il fango e lo trova. (65325 byte) Il pajero di Andrea. (57339 byte) Mauro Caruso. (70042 byte) Lucertola del deserto. (82890 byte) Il patrol di Carlo e Cinzia. (42987 byte)

Risveglio nelle tenda berbera. (86177 byte) Risveglio nella tenda berbera. (68234 byte) La sabbia negli snorkel. (42658 byte) Regali agli abitanti di un villaggio. (72897 byte) Pranzo a Ksar Ghilane. (92661 byte)

Esca per le mosche. (53860 byte) Andrea e Salvo in posa. (54630 byte) In attesa su una duna. Notare la sabbia sollevata dal vento rasoterra. (58809 byte) In attesa su una duna. Notare la sabbia sollevata dal vento rasoterra. (61541 byte) Andrea Alioto. (59102 byte)

Tanya. (44199 byte) Unimog parcheggiato e preso d'assalto.... (35231 byte) La foto immortala i "biricchini" che hanno spostato l'unimog... (55290 byte) Fabrizio in posa con bambini di El Faouar. (74127 byte) Bambini di El Faouar. (88045 byte)

Panorama di Matmata. (51805 byte) Moschea di Matmata. (42172 byte) Una stradina della casbah di Tunisi. (115589 byte)

.....e l'avventura continua...........

Il Tracciato.......  tunisi041.JPG (210599 byte)

=====================================

Clicca qui per tornare all'home page